Cambio di residenza: documenti necessari e come fare

Pubblicato il
05 maggio 2020
Categoria
Comprare Casa

Hai deciso di vendere casa per comprarne una nuova, magari per necessità lavorative o familiari? Oppure, stai finalmente pensando di lasciare l’abitazione dei tuoi genitori inseguendo la tanto desiderata indipendenza? Sapere quali sono i passaggi e i documenti richiesti per il cambio di residenza è fondamentale, anche per non incorrere in conseguenze legali. 

Ecco dunque alcune informazioni per far sì che tale iter non diventi un girone infernale. Ti spiegheremo nel dettaglio quali sono i documenti necessari, i tempi medi solitamente impiegati dal Comune per ricevere, smistare e rendere effettiva la domanda di cambio residenza, la procedura da seguire e i costi delle diverse pratiche.

Cosa vuol dire cambiare residenza

È il Codice Civile a riassumere il concetto di “residenza” e “cambio di residenza”. Con residenza si intende quel luogo in cui la persona fisica e giuridica ha la sua abituale dimora, cioè vi abita stabilmente e in modo duraturo. Di conseguenza, con cambio di residenza si fa riferimento al trasferimento da un vecchio indirizzo a uno nuovo: in poche parole, al cambiare casa.

Come cambiare residenza: requisiti necessari e a chi rivolgersi

La Legge italiana stabilisce che possono richiedere il cambio di residenza tutti i cittadini maggiorenni, consapevoli di intendere e di volere (in caso di minori o incapaci, è richiesto l’intervento di un tutore). Il cambio di residenza può avvenire per il singolo, così come per l’intero nucleo familiare, del quale sarà necessario fornire tutti i dati anagrafici. 

Possono cambiare residenza tutti i cittadini iscritti in un’altra Anagrafe italiana, iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) oppure tutti coloro che sono stati cancellati per irreperibilità dall’Anagrafe del Comune dove risiedevano. 

Posto che il cambio di residenza è assolutamente libero e personale (chiunque può scegliere dove abitare) è però necessario, non solo per buon senso ma per un dovere legale e giudiziario (per il rilascio dei futuri certificati anagrafici), comunicarlo tempestivamente all’ufficio Anagrafe del nuovo Comune. Solo così si potrà trasferire la propria residenza anagrafica. Una volta comunicato il nuovo indirizzo, il cittadino risulterà iscritto nel registro della popolazione di quel dato territorio. 

Documenti necessari per la richiesta di cambio residenza

L’iter per richiedere il cambio di residenza è molto semplice e veloce. Il cittadino può firmare e consegnare tutta la documentazione necessaria di persona, presso l’ufficio anagrafico d’interesse, oppure per via digitale, inviando il tutto tramite e-mail, fax o raccomandata all’indirizzo indicato.

Il primo passaggio per una compilazione corretta della propria domanda di residenza è quello di inserire tutti i dati anagrafici richiesti negli appositi moduli prestampati, che saranno forniti dal Comune previa richiesta. Ad essi sarà poi necessario allegare una fotocopia fronte/retro del personale documento di identità e del codice fiscale (in caso di trasferimento dell’intero nucleo familiare bisogna fornire i documenti di tutti i membri). Infine, può essere richiesta anche la presentazione di una fotocopia del contratto di locazione, di comodato d’uso o di acquisto della nuova residenza.

Solo a quel punto l’ufficio anagrafico potrà proseguire autonomamente nel cambio di residenza che avverrà in pochi giorni, di solito 2 giorni lavorativi. 

Cosa fare se la richiesta avviene in forma digitale? Il procedimento per inviare la domanda di cambio residenza elettronica non è molto distante da quello analogico. Basta compilare e sottoscrivere la medesima dichiarazione con firma digitale e proseguire con l’identificazione tramite carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Una volta pronta tutta la documentazione, è necessario inviarla all’indirizzo di posta elettronica dell’ufficio comunale designato, solo ed unicamente utilizzando un indirizzo PEC di Posta Elettronica Certificata, in modo da permettere ai funzionari comunali di identificare che il mittente è una persona reale.

Presentare una richiesta all’Anagrafe per il cambio di residenza non ha costi, se non quelli di stampa dei documenti necessari e dell’eventuale disponibilità di rete per l’invio telematico.

Come richiedere il rilascio del certificato di residenza al vecchio comune

Non solo il nuovo Comune di residenza, ma anche quello vecchio è implicato nel procedimento. È necessario presentarsi all’Anagrafe della vecchia abitazione per poter ottenere il rilascio del certificato di residenza. Certificato che può essere rilasciato a qualsiasi cittadino iscritto o che lo sia stato. 

Come per la domanda di residenza, anche quella per il rilascio del certificato può essere fatta di persona, online o per via telefonica, con costi minimi: 

  • certificato di residenza redatto manualmente e in carta semplice: 2,58€ per ogni nominativo contenuto nel documento anagrafico
  • costo di ogni nominativo contenuto nel documento anagrafico: 5,16€
  • costo della marca da bollo: 16,00€
  • certificato di residenza redatto a mezzo informatico e in carta semplice: 0,26€ 
  • costo della marca da bollo a mezzo informatico: 16,52€ (16,00€ per imposta di bollo e 0,52€ per diritti di segreteria)

Tempi medi per il cambio di residenza

È la Legge che, tramite il Codice Civile, avvisa i cittadini sui tempi medi richiesti per il cambio di residenza. Innanzitutto è bene sapere che la dichiarazione deve essere presentata entro 20 giorni dall’effettivo trasferimento nella nuova abitazione.  

Una volta consegnate la domanda e tutta la documentazione necessaria, dovrai attendere circa 2 giorni lavorativi affinché il Comune renda valida e ufficiale la dichiarazione stessa. È da quel momento che decorreranno anche gli effetti legali e giuridici. 

A questo proposito è bene sapere che nei 45 giorni immediatamente successivi al trasferimento, l’ufficio comunale può richiedere dei controlli al fine di verificare che quest’ultimo sia reale, stabile e duraturo. Ricorda che, ovviamente, il rispetto della Legge è fondamentale. Secondo il Codice Penale, chiunque faccia uso di dichiarazioni false sarà punito di falso ideologico, con pene che vanno da un minimo di 3 mesi a un massimo di 2 anni di reclusione.

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