Classe energetica di una casa: cos'è, come si calcola e chi la stabilisce

Pubblicato il
21 aprile 2020
Categoria
Comprare Casa

A+, B, C, D, E, F, G: stai curiosando tra gli annunci immobiliari, e ti chiedi cosa vogliano dire queste lettere? Per saperlo, è necessario fare un passo indietro. A quando, nel 2005, un Decreto Legge ha introdotto in Italia il concetto di certificazione energetica degli edifici.

Ad ogni edificio viene oggi assegnata una lettera sulla base del fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento invernale. Un fabbisogno determinato da tutta una serie di fattori: l’isolamento dell’immobile, il tipo di riscaldamento presente, i materiali utilizzati, i serramenti impiegati. Se le nuove costruzioni devono mantenersi entro la lettera C, non è difficile trovare immobili vecchi in classe F o G: ecco dunque che, conoscere le prestazioni legate a queste lettere, è importante.

Classi energetiche degli edifici, come vengono determinate

Non è esattamente facile, calcolare la classe energetica di una casa. Motivo per cui solamente un esperto può farlo. In linea di massima, bisogna prendere il consumo annuo in metri cubi di gas metano necessario al riscaldamento invernale e moltiplicarlo per 8,3 (un metro cubo di gas bruciato da una caldaia non a condensazione produce circa 8,3 kWh termici). Si ottiene così il consumo annuo che, diviso per i metri quadri dell’abitazione, regala il consumo annuo per metro quadro. Se questo è inferiore ai 30kWh/m2 la casa sarà in classe A, se è superiore ai 160kWh/m2 sarà in classe G.

Si tratta però di un calcolo approssimativo. Ecco perché la certificazione energetica può essere redatta solamente da tecnici qualificati.

Quante sono le classi energetiche degli immobili? Dieci: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G. Nello specifico, considerando i consumi annui per metro quadro, avremo:

●       case passive, quando sono inferiori ai 15kWh/m2 

●       case in classe A, quando sono inferiori ai 30kWh/m2

●       case in classe B, quando sono inferiori ai 50kWh/m2

●       case in classe C, quando sono inferiori ai 70kWh/m2

●       case in classe D, quando sono inferiori ai 90kWh/m2

●       case in classe E, quando sono inferiori ai 120kWh/m2

●       case in classe F, quando sono inferiori ai 160kWh/m2

●       case in classe G, quando sono superiori ai 160kWh/m2

Attestato di Prestazione Energetica: tutto ciò che c’è da sapere sull’APE

Un concetto fondamentale, quando si parla di classe energetica di una casa, è l’APE (Attestato di Prestazione Energetica). Obbligatorio nei casi stabiliti dalla Legge, l’APE è il documento che descrive le prestazioni energetiche di un edificio assegnandogli un punteggio in termini di consumi e di isolamento. Se stai per acquistare casa è necessario che lo leggi: solo così potrai farti un’idea di quando spenderai per riscaldarla.

Solamente i soggetti accreditati possono redigere l’APE: detti “certificatori energetici”, questi possono essere architetti, ingegneri, geometri. Oppure possono essere dei certificatori energetici veri e propri (una professione che si è sviluppata di recente). In entrambi i casi la loro formazione è gestita dalla singola Regione che, con apposite leggi locali, si occupa di ogni aspetto formativo e di accreditamento.

Valido dieci anni (a meno che non vengano effettuati sull’immobile interventi atti a migliorarne le prestazioni energetiche, oggetto tra l’altro di incentivi ed ecobonus), l’APE è obbligatorio quando si pubblica un annuncio immobiliare, quando si vende o si affitta casa. Ed è fondamentale che tu sappia leggerlo, per evitare di trovarti con salatissime bollette.

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