Donazione casa ai figli: come funziona e quanto costa

Pubblicato il
22 aprile 2020
Categoria
Comprare Casa

I tuoi genitori stanno pensando di donarti una casa? O magari sei tu, a voler donare un’abitazione ai tuoi figli? La donazione di una casa ai figli è uno strumento molto utilizzato in Italia. Il motivo? Permette ad un genitore, mentre è ancora in vita, di regalare al figlio e alla sua famiglia la certezza di un tetto sotto cui vivere. Ma è anche un modo per pagare meno tasse sulla seconda casa, e per anticipare la divisione dei beni evitando che - un domani - gli eredi litighino per la successione. 

Ma come funziona la donazione di un immobile a un figlio?

Donazione di una casa ai figli: in cosa consiste?

La donazione rientra nel campo delle donazioni immobiliari, insieme alle donazioni di terreni e locali commerciali. Immobili, questi, di cui si può trasferire la proprietà ma non solo: è possibile anche donare solo il diritto di usufrutto, d’uso e di abitazione. Inoltre, è possibile sia donare una casa che già si possiede sia un’abitazione che si intende acquistare: in entrambi i casi, ricorrere ad un notaio è fondamentale. 

Perché la donazione di un immobile ai figli sia valida, è necessario che il notaio rediga un atto pubblico alla presenza di (almeno) due testimoni. E che controlli che, sull’immobile in questione, non gravino dei vincoli (richiedendo una visura catastale e ipotecaria). 

Quando si possiede già la casa da donare si parla di donazione diretta: si va da un notaio e si fa il passaggio di proprietà. Se però il figlio è minorenne, bisogna prima presentare un’istanza al giudice tutelare con cui si chiede l’autorizzazione (può occuparsene il notaio stesso). Se invece si vuole comprare una casa per poi donarla si parla di donazione indiretta

La donazione indiretta

Se si intende fare una donazione indiretta, le possibilità sono due: si paga il venditore imponendo di vendere al figlio (con un atto di compravendita), senza il bisogno di un atto di donazione e senza il pagamento delle imposte sulla donazione, oppure si versano i soldi sul conto corrente del figlio affinché questo possa acquistare l’abitazione da sé. 

Se per il figlio si tratta della prima casa, l’IVA sarà al 4% (se si compra da un’impresa) e l’imposta di registro a 2% (se si compra da un privato); l’imposta catastale è di 50 € se si compra da privato e di 200 € se si compra da un’impresa e così anche l’imposta ipotecaria.

Se non si tratta della prima casa, l’IVA sarà al 10% o l’imposta di registro al 9%, l’imposta ipotecaria pari al 2% del valore catastale dell’immobile e l’imposta catastale pari all’1%.

La donazione diretta

Se si intende procedere con una donazione diretta, bisogna ricordare che - in caso l’immobile da donare sia stato acquistato con le agevolazioni per la prima casa - dovranno passare almeno cinque anni dal rogito. In caso contrario, si dovranno pagare le tasse non versate all'atto dell’acquisto insieme ad una sovrattassa. 

La donazione di una casa al figlio, quando l’immobile lo si possiede già, comporta il pagamento di un’imposta di donazione pari al 4% sul valore catastale eccedente 1.000.000,00 €. Se il valore dell’immobile è inferiore a 1.000.000,00€ l’imposta non si applica. 

Ricevere una casa in donazione è un bel vantaggio, dunque. Questo a meno che non si speri di venderla: la donazione può infatti essere impugnata per ben 10 anni dagli eredi che ritengono d’essere stati delegittimati, e l’impugnazione può colpire anche l’acquirente del bene. 

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