Come funziona la donazione di denaro ai figli per l’acquisto della casa

Pubblicato il
26 aprile 2020
Categoria
Comprare Casa

Stai pensando di donare del denaro a tuo figlio, affinché possa acquistare casa? È necessario conoscere tutte le regole, per evitare di incorrere in sanzioni e nel pagamento di tasse e sovrattasse.

Le donazioni possono infatti essere di tre tipi: dirette (si consegna il denaro senza specificare il perché), indirette con bonifico (si trasferiscono i soldi da un conto corrente ad un altro), indirette al venditore (si paga il venditore affinché questo venda un bene al proprio figlio). 

Ecco dunque che, donare una somma di denaro, è molto più che fare un bonifico. 

Donazione denaro padre-figlio per acquisto casa: quando è valida

A stabilirlo è il Codice Civile: se la somma di denaro è consistente, affinché la donazione sia valida è necessario un atto pubblico da stipularsi in uno studio notarile alla presenza di (almeno) due testimoni, messi in genere a disposizione dallo studio stesso. Bisognerà dunque andare a corrispondere la parcella al notaio, che dipende dal prestigio dello studio e della zona in cui si trova, ma anche pagare le spese di registrazione dell’atto. Se poi la donazione di denaro ai figli per l’acquisto della casa supera la cifra di 1.000.000,00 €, bisognerà anche versare un’imposta di donazione pari al 4% sulla parte che eccede il milione di euro.

Se la somma ha invece un valore modico, l’atto pubblico non è necessario. Attenzione, però: il concetto di “modico” è molto elastico, e soggetto dunque all’interpretazione del singolo giudice. La legge non fornisce numeri, ma stabilisce che “la modicità deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante e del donatario” e impone di tenere in considerazione le norme antiriciclaggio, che impediscono il trasferimento in contanti di somme superiori ai 3.000,00 €.

Cosa succede se manca l’atto pubblico, e la somma donata è consistente? La donazione è in questo caso nulla per mancato rispetto della forma: chiunque, persino chi ha donato, può impugnare l’atto e chiedere la restituzione del denaro. E, poiché non vi sono limiti temporali, il donatario può essere costretto a restituire i soldi ricevuti anche molti anni dopo. Inoltre, seppure la donazione venga considerata nulla, lo Stato può chiedere - in caso di somme superiori a 1.000.000,00 € - il pagamento dell’imposta di donazione. 

Come donare una somma di denaro ai figli

Per fare una donazione di denaro ai figli per l’acquisto casa, è possibile fare un bonifico dal proprio conto corrente al loro indicando nella causale “donazione per acquisto casa”. Oppure, si può versare direttamente il denaro al venditore imponendogli di intestare poi il bene al figlio. In entrambi i casi, l’intervento di un notaio è d’obbligo. 

Bisogna poi fare attenzione all’importo della donazione, che è comunque soggetta ad un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate: chi dona i soldi e chi li riceve deve saper documentare gli spostamenti di denaro, per evitare i controlli fiscali e le conseguenti sanzioni che ne possono derivare. Come donare legalmente denaro, dunque? Utilizzando uno strumento tracciabile: un bonifico bancario con precisa causale oppure un assegno non trasferibile.

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