Guida alla scelta del tipo di tasso di interesse del mutuo casa

Pubblicato il
15 luglio 2020
Categoria
Comprare Casa

Se stai per acquistare un immobile quasi sicuramente dovrai richiedere un prestito e, quindi, accendere un mutuo. Ogni banca ti offrirà delle condizioni differenti in base a determinati fattori, che riguardano principalmente la durata e la forma del tasso di interesse.

Soprattutto, dovrai scegliere la tipologia di finanziamento che più soddisfa le tue esigenze. E, in particolare, dovrai decidere quale fa per te tra un mutuo a tasso fisso, a tasso variabile (con o senza cap) e altri ancora. Ma capiamo meglio cosa significano questi termini e come scegliere la soluzione più soddisfacente.

Quali sono le forme di tasso di interesse?

Il tasso di interesse rappresenta il costo percentuale del denaro richiesto in prestito o, in altri termini, la somma addizionale che dovrà essere ripagata alla banca per poter prendere in prestito il denaro di cui si necessita. Ad ogni mensilità, infatti, la rata comprenderà - oltre alla cosiddetta “quota capitale” - anche una percentuale di “quota interessi”.

Sul preventivo o sul contratto di mutuo figurano due principali tassi di interesse

  • il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)
  • il TAN (Tasso Annuo Nominale)

Ma quale dei due ci fa capire a quanto ammontano effettivamente gli interessi da pagare sul mutuo? Quale di questi rende confrontabili due prestiti con condizioni differenti?

Il TAEG è il tasso che permette di comprendere quale sia il costo effettivo totale del mutuo; inoltre, questo tasso rende paragonabili più soluzioni differenti, rendendo palese quale sia la più conveniente in termini di costo. D’altra parte, il TAN rappresenta il tasso annuale al quale viene accordato il mutuo. Ovviamente, questo non significa gli interessi dovranno essere pagati in toto con cadenza annuale, bensì saranno suddivisi in tranches minori così da diminuire i rischi di insolvenza.

Dunque, una volta definito il periodo entro cui il mutuo verrà estinto, si dovrà decidere la forma del tasso di interesse da applicare al proprio mutuo. Le tipologie più comuni riguardano mutui a tasso fisso e a tasso variabile, per poi sfociare in alcune varianti o combinazioni di questi. 

Mutuo a tasso fisso

Il tasso fisso, ovviamente, prevede la scelta di un singolo tasso (offerto dalla banca) il quale rimarrà costante per tutta la durata del finanziamento. In altre parole, chi sceglie un tasso fisso sa che continuerà a pagare la stessa quota interessi senza sorprese (né in negativo, né in positivo) per tutto il periodo precedentemente definito.

Mutuo a tasso variabile

Il tasso variabile, d’altra parte, oscilla (e quindi si modifica) durante tutta la durata del prestito. Questo viene indicizzato ad uno dei tassi europei come il LIBOR o EURIBOR. Pertanto, può garantire grandi guadagni dati da fluttuazioni in riduzione, tanto quanto comportare gravi perdite dovute a fluttuazioni in aumento. 

Altre tipologie di tassi di interesse

Tra le altre forme di tasso abbiamo:

  • Tasso Variabile con Cap (o Tasso Capped Rate): simile ad un classico tasso variabile tranne per la possibilità di definire un limite superiore oltre il quale il tasso non può salire.
  • Tasso Misto: questo permette il passaggio da un tasso in forma variabile ad un tasso in forma fissa, definendo così una combinazione delle forme principali.
  • Tasso Bilanciato (o Tasso Mix): permette il pagamento delle quote interessi in parte in forma fissa, in parte in forma variabile. Il peso maggiore di un tasso rispetto all’altro dipende da alcune specifiche necessità del richiedente.

Tutte queste variazioni servono a rendere il prestito più sicuro e meno rischioso per entrambe le parti.

Qual è la forma di tasso più adatta?

Principalmente sono due i fattori che influenzano le decisioni riguardo la forma dei tassi di interesse:

  • propensione al rischio
  • durata dell’investimento

Un individuo con una maggiore propensione al rischio è maggiormente portato a scegliere un mutuo a tasso variabile; questo infatti garantisce un forte guadagno iniziale dovuto al maggiore rischio sopportato. Al contrario, un individuo con una minore propensione al rischio sceglierà quasi sicuramente un’offerta di mutuo a tasso fisso; pagando una maggiore quota interessi, eliminerà ogni componente di rischio dovuta all’incertezza sui tassi. 

La durata di un investimento rappresenta un altro fattore cardine nella scelta di una forma piuttosto che un’altra. Sicuramente periodi brevi favoriscono mutui a tassi variabili dato che le fluttuazioni possono oscillare all’interno di un intervallo più ristretto. Al contrario, per periodi lunghi è sempre meglio optare per una soluzione a tasso fisso dato che l’intervallo di tempo entro il quale i tassi possono oscillare è più ampio.

Infine, come visto precedentemente, esistono numerose forme alternative di tassi che riescono a differenziare bene i rischi rendendo i finanziamenti meno rischiosi a parità di costo (o meno costosi a parità di rischio).

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