Si può pagare il saldo della casa dopo il rogito?

Pubblicato il
23 novembre 2020
Categoria
Comprare Casa

Quando si acquista casa, gli interrogativi sono davvero tanti, soprattutto sul fronte economico.

Difficile avere sufficiente liquidità per pagare in contanti un immobile: in genere c’è un mutuo da chiedere, ci sono contrattazioni e caparre da versare. Ma quando va saldato il “conto”? È possibile pagare una parte di casa dopo il rogito? Scopriamolo insieme. 

Saldo della casa: il ruolo del mutuo 

A giocare un ruolo cruciale, in termini di saldo della casa, è la modalità di pagamento. La maggior parte degli acquirenti vede l’immobile di suo interesse, tratta il prezzo, chiede il mutuo alla banca e solo poi arriva davanti al notaio: all’atto del rogito, l’istituto bancario sblocca la somma (precedentemente approvata) e la bonifica al venditore. L’acquirente diventa a quel punto proprietario dell’immobile e, ogni mese, si vedrà scalare dal conto corrente la rata del mutuo concordata. Se però di un mutuo non c’è bisogno, allora il saldo della casa verrà effettuato mediante assegni circolari o con bonifico bancario.

A fare fede è il compromesso: è con quel documento che si definiscono le modalità di pagamento. In caso contrario, e cioè se tali modalità non vengono indicate, il saldo dovrà avvenire davanti al notaio quando si va a firmare il contratto definitivo e avviene dunque il passaggio di proprietà. 

Effettuare il saldo della casa dopo il rogito si può? 

Tuttavia, esiste uno strumento che consente di effettuare il saldo della casa dopo il rogito: è la vendita con condizione sospensiva. In caso il pagamento possa essere effettuato solo qualche giorno dopo essersi recati dal notaio, questi può inserire nel contratto di compravendita una clausola sospensiva. Tale clausola stabilisce entro quando il saldo deve essere effettuato: in caso l'acquirente non saldi, il contratto si annulla.

Ma pagare parte di una casa dopo il rogito a rate non è proprio possibile? Sì: la legge non lo vieta. È però fondamentale che venditore e acquirente ne discutano prima, e che mettano per iscritto le modalità di pagamento prima di compiere il passaggio di proprietà. Esiste una particolare tipologia di vendita che prende il nome di “vendita con riserva di proprietà” e che - a tutti gli effetti - è una vendita con pagamento rateale. In sostanza, l’acquirente ottiene subito l’immobile: non ne diventa immediatamente il proprietario, ma può goderne. Il passaggio di proprietà non avviene nel momento della stipula del contratto ma nel momento in cui viene saldata l'ultima rata senza la necessità di recarsi di nuovo dal notaio. Non si tratta di uno strumento molto comune, però, anche perché se l’acquirente dovesse trovarsi in difficoltà e ritrovarsi inadempiente il proprietario può chiedere la risoluzione del contratto. Piuttosto, è preferibile l’affitto con riscatto: l’inquilino, che è poi l’acquirente, paga un “affitto” mensile (più elevato di un normale effetto) che va a formare una sorta di acconto, da scalare dal prezzo di vendita nel momento in cui si va a chiudere il contratto. 

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