Cos'è la rendita catastale di un immobile?

Pubblicato il
14 maggio 2020
Categoria
Comprare Casa

Se stai acquistando casa, ti sarà capitato di sentir parlare di rendita catastale. Di cosa si tratta? Sostanzialmente di un valore fiscale che, secondo il Regio decreto-legge del 13 aprile 1939, n. 652, “costituisce la base per la determinazione, nei modi che saranno stabiliti per legge, del reddito imponibile soggetto alle imposte ed alle sovrimposte”.

Ma vediamo nel dettaglio cos’è la rendita catastale di un immobile e come viene calcolata.

Cos’è la rendita catastale?

La rendita catastale di un immobile è il valore che, l’Agenzia delle Entrate, a quell’immobile attribuisce. A patto che si tratti di un bene capace di produrre o di generare un reddito. Esistono infatti due tipi di catasto: il Catasto Fabbricati e il Catasto Terreni. Nel primo, il valore catastale è collegato alla singola unità immobiliare; nel secondo, il valore catastale è legato alla particella catastale (e dunque al terreno).

La funzione della rendita catastale è sostanzialmente una: fare da base imponibile per il calcolo di alcune imposte gravanti sugli immobili. In particolare, sulla base del suo valore vengono calcolati:

  • l’IMU (Imposta Municipale Unica)
  • l’imposta ipotecaria e catastale, l’imposta sulle donazioni e sulle successioni
  • il valore erariale del bene e la sua redditività in termini erariali

Le abitazioni appartengono alla categoria catastale Gruppo A - Abitazioni od assimilabili ad abitazioni, che comprende:

  • abitazioni di tipo signorile (A1)
  • abitazioni di tipo civile (A2)
  • abitazioni di tipo economico (A3)
  • abitazioni di tipo popolare (A4)
  • abitazioni di tipo ultrapopolare (A5)
  • abitazioni di tipo rurale (A6)
  • abitazioni in villini (A7)
  • abitazioni in ville (A8)
  • castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici (A9)
  • uffici e studi privati (A10)
  • abitazioni e alloggi tipici dei luoghi come trulli e baite (A11)

Come si calcola la rendita catastale

Per conoscere la rendita catastale di un immobile si può visionare la visura catastale, che può essere richiesta anche online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate e che - oltre ad indirizzo e zona censuaria, categoria, classe e consistenza - riporta anche la rendita dell’immobile in questione. 

Per calcolare la rendita catastale bisogna prendere la consistenza catastale e moltiplicarla per la tariffa d’estimo. La consistenza altri non è che la grandezza, espressa in vani catastali, in metri quadrati o in metri cubi; l’estimo è un valore numerico che viene assegnato all’immobile sulla base della sua destinazione d’uso e della zona in cui è collocato. Ad elaborare l’estimo è l’Agenzia del Territorio, che prende in considerazione il Comune, la zona censuaria, la categoria catastale e la classe di merito. Successivamente, si può procedere col calcolo del valore dell’immobile da rendita catastale moltiplicando la rendita catastale per un dato coefficiente (per la prima casa, il coefficiente è di 115,5).

La rendita catastale serve infatti a calcolare il valore catastale, a stimare le spese a cui un immobile è soggetto e - soprattutto - a calcolare le imposte che su di esso gravano. Ecco perché conoscerla è fondamentale.

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