Seconda rata IMU 2020, cancellata causa coronavirus

Pubblicato il
12 novembre 2020
Categoria
News Casa e Immobiliare

La seconda rata dell’IMU 2020 è stata cancellata: lo prevede il nuovo DPCM del 25 ottobre, all’interno dell’articolo chiamato “Ristori”. 

In sostanza, il saldo della tassa dovuto entro il prossimo 16 dicembre 2020 non dovrà essere corrisposto per alcune categorie di proprietari di immobili che rientrano, appunto, tra coloro che possono beneficiare dei cosiddetti ristori

Questi provvedimenti sono stati stabiliti dal Governo Conte, come agevolazione per combattere la crisi economica derivante dall’emergenza sanitaria da coronavirus

Chi non deve pagare la seconda rata IMU 2020

La cancellazione della seconda rata dell’IMU di quest’anno non è però un provvedimento generalizzato a tutti gli immobili del territorio. L’agevolazione si applica, infatti, soltanto agli immobili in cui si svolgono attività commerciali, a patto che il proprietario dell’immobile sia anche il proprietario dell’attività che vi viene esercitata.

Un ristoro, quindi, che aiuta gli esercenti in difficoltà a causa della pandemia da coronavirus e di questo secondo lockdown che sta impattando fortemente diversi settori, tra cui in particolar modo la ristorazione, i bar e il turismo. Il nuovo decreto “Ristori bis” rilasciato il 28 ottobre ha anche ampliato la lista delle attività che possono usufruire di questo bonus, ossia non dover pagare la seconda rata dell’Imposta Municipale Unica. In Gazzetta Ufficiale sono presenti i codici Ateco per verificare se la propria impresa o esercizio sono inclusi nell’elenco. 

Comprese, ovviamente, anche le zone rosse e arancioni, identificate nel nuovo scenario di lockdown come le più critiche a livello di contagi. 

Chi dovrà pagare la seconda rata IMU

Non si tratta, però, di un’abolizione del contributo per il 100% dei cittadini. L’esenzione dal saldo della seconda tranche di pagamento IMU non riguarda tutti: si tratta, infatti, soltanto di immobili commerciali il cui proprietario sia anche gestore dell’attività in essa esercitata, se questa rientra nella lista degli Ateco inclusi. 

Al contrario, gli immobili commerciali il cui proprietario non sia anche gestore dell’attività, così come i codici Ateco non inclusi nell’esenzione, dovranno pagare il saldo. 

Allo stesso modo, dovranno pagare la seconda rate anche i possessori di immobili di lusso o di seconde case, così come di immobili privati. 

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