Abitabilità di un immobile: definizione e certificato

Pubblicato il
14 maggio 2020
Categoria
Vendere Casa

A dirlo è la legge: il certificato di abitabilità è obbligatorio per qualsiasi immobile che venga destinato ad uso abitativo. 

Un tempo, lo si differenziava dal certificato di agibilità: se il secondo veniva utilizzato per quegli edifici che prevedono l’accesso di un pubblico (negozi, uffici), il certificato di abitabilità si riferiva unicamente alle abitazioni. Poi, con l’approvazione del Testo unico sull’edilizia, la differenza tra i due termini è stata cancellata. E, oggi, questi vengono utilizzati indifferentemente.

Ma cos’è l’abitabilità di una casa e come la si ottiene?

Certificato di abitabilità: cos’è e come lo si richiede

Il certificato di abitabilità è stato introdotto col Testo unico delle leggi sanitarie, poi sostituito dal D.P.R. n.24 del 1994 e - infine - dal Testo unico sull’edilizia.

Fondamentale quando si intende vendere casa, il certificato di abitabilità certifica che un dato immobile è idoneo ad essere abitato. Una valutazione, questa, che tiene conto della statica dell’edificio, della sua salubrità, della corretta distribuzione di vani e volumetrie, della consistenza e della funzionalità degli impianti e di tutte le questioni relative alla sicurezza, l’antinfortunistica, l'accessibilità e il risparmio energetico.

Per ottenere il certificato di abitabilità della propria casa, in caso si sia effettuata la costruzione oppure una ristrutturazione, entro 15 giorni dalla fine dei lavori è necessario rivolgersi allo Sportello Unico del Comune per farne richiesta (bisogna essere intestatari dei permessi di avvio e realizzazione delle opere edili), evitando così di incorrere in una sanzione che può ammontare anche a 464 euro

I documenti richiesti per l'ottenimento possono variare leggermente da Comune a Comune. A Milano, è necessario allegare alla domanda:

  • il certificato di idoneità statica
  • la dichiarazione d’iscrizione al Catasto dell’intero immobile e dei box/autorimesse (se esistenti)
  • l'autocertificazione in cui si dichiara: la conformità dell’immobile al progetto approvato per effetto delle Concessioni e/o Licenze edilizie, l'avvenuta prosciugatura dei muri, la salubrità degli ambienti e il collegamento degli scarichi alla rete fognaria comunale
  • il Certificato Prevenzione Incendi 
  • l'elenco delle unità immobiliari, piano per piano, dello stato attuale dell’intero fabbricato
  • il certificato di fine lavori
  • l'adeguamento alla Legge 46/90 disciplinante la sicurezza degli impianti 

I requisiti di abitabilità

Ma quali sono i requisiti di abitabilità che bisogna rispettare, per ottenere il certificato? 

Affinché un immobile venga certificato abitabile, è necessario che:

  • rispetti le normative acustiche 
  • abbia un impianto idrico, elettrico e fognario conforme alla legge
  • l’altezza media ponderale raggiunga i 2,70 metri (2,40 per soppalchi e corridoi)
  • il rapporto aeroilluminante minimo, per ogni camera, sia pari ad 1/8 sulla superficie calpestabile
  • le camere abbiano una metratura minima di 9 metri quadri

In caso di monolocale destinato ad una sola persona, la dimensione minima deve essere di 28 metri quadri servizi igienici inclusi; se ad abitarlo sono due persone, la dimensione minima dovrà raggiungere invece i 38 metri quadri. 

Non solo il certificato di abitabilità analizza la dimensione dei locali e il numero delle finestre: certifica anche la sicurezza statica dell’intero edificio e il suo risparmio energetico. Un documento fondamentale, dunque, soprattutto se si intende vendere casa.

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