A cosa serve la procura a vendere per immobili

Pubblicato il
16 agosto 2021
Categoria
Vendere Casa

Hai la necessità o il desiderio di vendere casa, ma non puoi essere presente al momento della compravendita? Non per forza devi perdere l’affare, anzi: grazie alla procura a vendere per immobili, puoi incaricare una persona di fiducia perché agisca in nome tuo.

Tipicamente utilizzata da chi si trova all’estero, e non può rientrare in Italia per vendere un immobile di sua proprietà, la procura a vendere per immobili è simile al mandato. Un soggetto autorizza un altro soggetto a compiere atti in nome suo, con una differenza:

  • si parla di procura generale quando si concede al rappresentante un potere generico;
  • si parla di procura speciale quando il potere è circoscritto ad un definito contesto.

La procura a vendere per immobili è una procura di tipo speciale: il rappresentante può agire per conto dell’interessato solo limitatamente alla compravendita di un determinato immobile.

Procura a vendere per immobili: quali differenze con il mandato?

La procura a vendere per immobili è per certi versi simile al mandato.

In merito al mandato, l’articolo 1708 del Codice Civile così specifica: “Il mandato comprende non solo gli atti per i quali è stato conferito, ma anche quelli che sono necessari al loro compimento”. Salvo espressa indicazione, tuttavia, non comprende gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione. La procura speciale funziona anch’essa così.

Cosa significa? Che il rappresentante non solo si occuperà dell’atto di compravendita vero e proprio ma anche degli atti preparatori e funzionali al medesimo (ad esempio il contratto preliminare o compromesso).

Una volta che l’atto di vendita viene firmato, e che l’intero processo giunge a conclusione, la procura speciale a vendere per immobili si esaurisce e il rappresentante non può più agire in nome e per conto del rappresentato.

Tuttavia, tra procura e mandato c’è una differenza: la prima è un atto unilaterale, mediante cui un soggetto viene incaricato di rappresentare un altro soggetto. Il mandato è invece un contratto bilaterale, che obbliga il mandatario ad agire in nome del mandante (non si parla di autorizzazione, dunque, ma di obbligo).

Come funziona la procura e quali sono i suoi rischi?

La procura a vendere per immobili deve avvenire in forma scritta, e dunque con atto pubblico oppure con scrittura privata autenticata (rappresentante e rappresentato compilano e firmano la procura, che viene poi firmata e dunque autenticata da un pubblico ufficiale).

Ma cosa succede, se chi deve vendere casa si trova all’estero e non può dunque firmare di persona il documento? In tal caso, è necessario rivolgersi al Consolato Italiano del Paese in cui si risiede, affinché l’ufficiale possa redigere la procura speciale a vendere per immobili in lingua italiana. A quel punto, si procederà come da iter standard.

Ci sono rischi nella procura a vendere per immobili? No. Essendo una procura speciale, limitata alla compravendita di un certo immobile, non è un’operazione rischiosa. Il medesimo giorno in cui viene stipulato l’atto di compravendita, il notaio ritira la copia originale della procura. E il rappresentante non può più agire in nome del rappresentato. L’unico aspetto a cui prestare attenzione è l’esatta indicazione degli atti e dei compiti compresi nella procura: ecco perché rivolgersi ad un notaio per la sua stesura è importante (il costo è, in genere, di 100-150 euro).

Dal punto di vista dei vantaggi, invece, sono ben chiari: attraverso la procura è possibile concludere la compravendita immobiliare anche quando non si è presenti, magari perché all’estero o perché impossibilitati per motivi di salute.

La procura irrevocabile a vendere

La procura a vendere per immobili può essere revocata o modificata in qualsiasi momento, a meno che non sia irrevocabile.

La procura irrevocabile a vendere, infatti, non può essere revocata. O meglio, se il rappresentato sceglie di revocarla il rappresentante ha diritto ad essere risarcito del danno (tipicamente, il riconoscimento della percentuale che gli sarebbe spettata in seguito alla vendita. La regola che si applica è infatti la stessa del mandato (“Il mandante può revocare il mandato ma, se era stata pattuita l’irrevocabilità, risponde dei danni, salvo che ricorra una giusta causa”): a meno che il rappresentante non abbia agito in malafede, o tradito gli interessi del rappresentato, ha dunque il diritto ad essere risarcito.

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