Quanto tempo si può rimanere in casa dopo il rogito?

Pubblicato il
21 dicembre 2020
Categoria
Vendere Casa

Vendere casa non è un’operazione semplice, soprattutto se si opta per il fai da te. Diversi sono i dubbi e diverse le domande che, necessariamente, accompagnano ogni fase della trattativa e poi del contratto. Una tra le maggiori perplessità riguarda le tempistiche: quanto tempo ho per lasciare la casa venduta? Si tratta infatti di un aspetto fondamentale, per evitare di risultare inadempiente e quindi sanzionabile.

Scopriamo dunque insieme quanto tempo si può rimanere in casa dopo il rogito, e quali sono i passaggi da compiere successivamente alla firma.

Cosa succede durante il rogito

Il rogito è un’operazione fondamentale nell’ambito di una compravendita: è l’atto che trasferisce formalmente la proprietà dell’immobile dal venditore all’acquirente. Viene redatto dal notaio, e davanti a lui firmato: una volta siglato l’atto, le due parti non possono più sottrarsi alle loro responsabilità (le inadempienze portano con sé sanzioni pesantissime).

Sebbene non vi sia un vero e proprio obbligo legale, nella maggior parte dei casi la consegna delle chiavi avviene contestualmente al rogito. Tuttavia, può succedere che il venditore non possa lasciare immediatamente la casa magari perché il nuovo immobile non è pronto. È possibile? Sì e no. La domanda: “Quanto tempo si può rimanere in casa dopo il rogito?” non ha una risposta certa. L’acquirente può concedere qualche giorno per la conclusione del trasloco, o per verificare che effettivamente l’accredito della somma pattuita raggiunga il conto corrente del venditore. Ma può anche chiedere al notaio di mettere agli atti un tempo massimo, con tanto di penale per ogni giorno di ritardo.

E se si facesse un “affitto transitorio”? Sebbene il contratto di locazione ad uso abitativo di natura transitoria (previsto dalla legge 431/1998) sia stato introdotto per gli studenti fuori sede, se c’è l’accordo tra le parti può essere un’opzione. Tale contratto consente all’inquilino di affittare un appartamento per un tempo limitato (da 1 a 18 mesi), comprovando la natura transitoria del rapporto. Non è dunque uno strumento molto comune, e non è neppure consigliato. L’ideale, in caso si avesse la necessità di posticipare la consegna delle chiavi, è fissare in sede di rogito un termine ultimo con penali in caso di inadempimento, in modo che l’acquirente si senta tutelato.

Cosa fare dopo il rogito

Cosa deve fare dunque il venditore dopo il rogito (a parte lasciare la casa)? Gli adempimenti burocratici non sono molti, ma vanno eseguiti. Innanzitutto, nel caso si venda l’immobile ad un cittadino extracomunitario è necessaria la comunicazione di cessione di fabbricato: questa va presentata entro 48 ore dal rogito, alla questura o ai vigili urbani. Se la casa si trova in un condominio, bisogna comunicare all’amministratore l’avvenuta vendita e fornirgli le generalità del nuovo proprietario (inviando una copia dell’atto di compravendita).

Infine, è necessario accordarsi con l'acquirente per il subentro nelle varie utenze, comunicare al Comune entro 90 giorni la denuncia di cessazione (per evitare di pagare la Tari sull’immobile venduto) e saldare gli eventuali tributi ancora da pagare.

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