5 bar e caffè storici dove assaporare la Milano di una volta

Pubblicato il
20 aprile 2020
Categoria
Vivere a Milano

Si può capire molto di una città frequentando i suoi luoghi storici. E non stiamo parlando solamente dei quartieri, di quegli angoli che - nel profondo - recano le testimonianze della storia. Hai mai pensato a quanto siano significativi i locali antichi? A quanto siano impregnati di storia, di vite vissute, d’amori e di ricordi?

Ecco dunque un viaggio tra i bar storici di Milano.

Cova

Nel cuore del Quadrilatero della Moda puoi trovare “il principe” tra i caffè storici di Milano: stiamo parlando del Cova, leggendaria pasticceria aperta nel 1817. Proprio in quell’anno, Antonio Cova inaugurò al lato del Teatro alla Scala il Caffè del Giardino, un locale dallo spirito patriottico e il fervore anti-austriaco. 

Distrutto dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, trasferito al civico 8 di via Monte Napoleone nel 1950, divenne in quel momento il salotto raffinato della città. Un caffè chic che, dal 2003, è parte del gruppo LVMH.

Camparino

Nel 1867 Gaspare Campari (l’inventore dell’omonimo bitter) aprì il famoso Caffè Campari, un ristorante con bottiglieria. Nel 1915, il figlio Davide si inventò il Camparino: un locale unico per l’epoca che, col suo flusso continuo di acqua gassata dalle cantine, serviva ai milanesi Campari e soda alla temperatura perfetta. Coi suoi interni Liberty e gli arredi firmati da grandi nomi, divenne luogo di ritrovo per celebrità e intellettuali, uomini di politica e di cultura. 

Danneggiato dai bombardamenti, al termine della Guerra venne preso in gestione dal sarto pugliese Guglielmo Miani. Oggi, il Camparino in Galleria è un luogo che profuma di leggenda. Un locale in cui i vip si mescolano alla gente comune, e nascono tendenze sempre nuove.

Jamaica

Pittori, architetti, giornalisti: la cultura, in Brera, si respira ad ogni dove. E c’è un luogo in cui tutti, professionisti e intellettuali, allievi dell’Accademia e gente comune, si ritrovano: è il Jamaica (via Brera 21), aperto nel 1911 col nome di Ponte di Brera, unico bar della città ad avere una macchina per il caffè espresso e un telefono. 

Il nome Jamaica arrivò dopo quando, nel 1939, il musicologo Giulio Confalonieri lo soprannominò così per via del film “Jamaica Inn”. Oggi è il luogo giusto in cui andare per sorseggiare un buon bicchiere di vino, per ascoltare la parlata milanese, per respirare tutta l’anima bohemien del quartiere. E per ricordare il passato, quando questo “caffè degli artisti” ospitava le chiacchiere di Treccani e Piero Manzoni, Lucio Fontana e Ungaretti, Quasimodo e Mulas.

Bar Magenta

Tra i bar storici di Milano, il Bar Magenta entra di diritto. Sito all’angolo tra via Carducci e corso Magenta, è stato inaugurato nel 1907. E non è mai passato di moda. Icona della città, amatissimo dagli universitari (l’Università Cattolica Del Sacro Cuore è a due passi), ha condiviso con Milano attimi tristi e gloriosi. Ogni anno, oltre mezzo milione di persone vi entrano. Persone d’ogni età e di ogni estrazione sociale, per le quali il Magenta è - più che un evento - un appuntamento quotidiano.

Perché venirci? Perché si respira la storia. E perché, il suo bancone circolare dai rilievi in peltro e argento, è un vero pezzo d’arte.

Caffè Bistrot Savini

Da sempre, il Savini è il bar chic della città. Anche se, chiamarlo bar, è un po’ riduttivo. Nato nel 1867 col nome di Birreria Stocker, accoglie chi passa dalla Galleria Vittorio Emanuele II con la sua raffinata opulenza. Del resto, da qui sono passati un po’ tutti: Giuseppe Verdi e Maria Callas, Verga e D’Annunzio, Charlie Chaplin e Grace di Monaco, Frank Sinatra e Ava Gardner.

Acquistato nel 2008 dalla famiglia Gatto, è ora un ristorante, un bistrot e una food boutique. Ma rimane un fiero testimone della storia di Milano.

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