Visita al Cimitero Monumentale di Milano: 5 cose da non perdere

Pubblicato il
11 aprile 2020
Categoria
Vivere a Milano

Nato dopo l’Unità d’Italia, il Cimitero Monumentale è tra i luoghi iconici di Milano. Un vero e proprio museo a cielo aperto, con le sue sepolture famose e le sue sculture, le edicole funerarie, i sepolcri e le tombe di chi ha fatto la storia della città: pittori e scultori, imprenditori e politici riposano qui, in questo luogo che visitare è d’obbligo.

È davvero imponente, il Cimitero Monumentale. Motivo per cui, se non si ha tutta (o quasi) la giornata a disposizione, è necessario fare una selezione. Ecco dunque le sue cinque tappe fondamentali.

Il Famedio

Posto all’ingresso principale del Cimitero, il Famedio (letteralmente “tempio della fama”) è una grande costruzione in stile neogotico. Ed è casa di milanesi illustri. Due sarcofagi marmorei identici, con lo stemma crociato della città, ospitano le salme di Alessandro Manzoni e Carlo Cattaneo. Ma non solo: sono qui custodite le tombe di Luca Beltrami, Leo Valiani, Bruno Munari, Carlo Farini e Salvatore Quasimodo. Mentre la cripta accoglie nelle sue cellette e nei suoi colombari altri cittadini famosi, da Sandra Rame e Dario Fo a Francesco Hayez, da Giorgio Gaber e Alda Merini a Giuseppe Meazza.

Se vi state chiedendo cosa vedere al Cimitero Monumentale, il Famedio è il luogo giusto da cui iniziare.

Le tombe della borghesia industriale

Tra le tombe famose del Cimitero Monumentale vi sono quelle della borghesia industriale milanese. Riposano qui i Falck e la famiglia di Ferdinando Bocconi (fondatore della celebre università Bocconi e proprietario di quei grandi magazzini che sono oggi La Rinascente), le famiglie Campari, Bracco, Brambilla e Treccani.

Visitare il cimitero significa fare un viaggio tra le tombe di chi, Milano, l’ha resa grande.

Le Gallerie di Ponente

Corridoio ricco di sculture, le Gallerie di Ponente ospitano numerose statue, poste sotto le loro volte dorate o colorate. A volerle furono le grandi famiglie milanesi come quella degli Elisi che - proprietaria di quel Grand Hotel et De Milan - commissionò a Francesco Penna una scultura in memoria della figlioletta Adriana, morta a soli 9 anni. 

Il Monumento Elisi raffigura l’Angelo della Morte in un campo di gigli, avvolto in un velo e in procinto di spiccare il volo, con la piccola Adriana tra le braccia. Una statua realistica, malinconica e suggestiva.

Edicola Antonio Bernocchi

L’edicola Bernocchi si trova nella Necropoli, nel cuore di quel prestigioso spazio a ottagoni concentrici in cui le famiglie borghesi ambivano a costruire le loro edicole funerarie. Realizzata in pietra d’Orsera, la Bernocchi è tra le edicole più belle del cimitero: la parte superiore della struttura è infatti un’imponente spirale, i cui trenta riquadri raffigurano la Passione di Cristo.

A commissionarla, in onore di Camilla Nava Bernocchi, fu l’industriale Antonio Bernocchi che - nella seconda metà dell’Ottocento - trasformò il cotonificio fondato dal padre a Legnano in una tra le più prestigiose industrie tessili italiane. 

Edicola Rizzoli

Le edicole all’interno del Cimitero Monumentale sono talmente tante e talmente illustri che citarle tutte è impossibile. Ciascuna meriterebbe un racconto, ma ancor più una visita: per la presenza scultorea, ma soprattutto per la storia delle personalità ospitate. 

A pianta ottagonale e realizzata in marmo di Musso, l’edicola Rizzoli presenta due bassorilievi: l’adorazione dei Magi e un angelo che veglia il Santo Sepolcro, davanti alle pie donne. A volerla fu Angelo Rizzoli, fondatore della celeberrima casa editrice. 

 

In realtà, il Cimitero Monumentale merita d’essere esplorato in lungo e in largo. Anche in considerazione del fatto che, qui, l’ingresso è libero.

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