I fiumi nascosti di Milano

Pubblicato il
27 novembre 2020
Categoria
Vivere a Milano

Milano ha un rapporto speciale con le proprie vie d’acqua: i Navigli sono un elemento meraviglioso che ha cambiato fortemente, nel corso dei secoli, l’economia e il volto stesso della città.  

Ma sapete quali sono i fiumi nascosti di Milano? Esistono alcuni corsi d’acqua interrati e “segreti”, tutti da scoprire.  

Milano città sull’acqua: i romani e i corsi deviati 

Milano e una buona parte dei Comuni della provincia rientrano nella cosiddetta “area dei fontanili”, un particolare ecosistema in cui la permeabilità del suolo su strati differenti ha consentito il fluire in superficie di acqua profonde, creando risorgive e fontanili, appunto.  

I principali corsi d’acqua che attraversano o toccano almeno in parte la città, i fiumi Seveso, Lambro, Olona, Adda e Ticino, sono per buoni tratti interrati e scorrono sotto il livello della strada.  

Anticamente, invece, scorrevano fino in pieno centro, toccando alcuni dei punti di interesse più famosi di Milano. Qualche esempio? L’Olona scorreva fino in Piazza De Angeli e poi in Brera, mentre il Seveso ai tempi dell’antica Roma arrivava fino sotto Piazza San Babila! 

Furono proprio i romani i primi a deviare i corsi d’acqua dal loro scorrere naturale per farli convergere fuori città e per approvvigionare alcune zone meno ricche a livello idrico. 

Fontanili e fiumi interrati  

Sulle acque sotterranee di Milano nemmeno gli esperti sono d’accordo, perché creano un intrico davvero incredibile e spesso non si ha la certezza di dove vadano a finire.  

Una cosa è certa, ci sono diversi torrentelli e fontanili che ancora oggi scorrono interrati: alcuni dei nomi più famosi hanno nomi davvero originali, evocativi e con quel pizzico di umorismo linguistico tutto milanese, come l’Acqualunga, il Redefoss o il Nirone.  

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