Luoghi del mistero: Milano e le sue leggende horror

Pubblicato il
05 novembre 2020
Categoria
Vivere a Milano

Milano ha un suo fascino gotico, a tratti persino un po’ cupo: chi ha passeggiato per le vie del centro in una giornata di nebbia, quando le guglie appuntite del Duomo quasi svaniscono nel grigio del cielo, sa bene di cosa parliamo. 

Vi parliamo di alcuni luoghi del mistero: Milano e le sue leggende, le sue storie un po’ horror e i suoi racconti di paura... del resto, la scorsa settimana era Halloween! 

Questi luoghi un po’ inquietanti sono persino oggetti di tour organizzati ad hoc per vedere i “fantasmi” e le creature fantastiche che ancora popolano alcuni punti di interesse iconici e alcune vie di Milano.  

Le fanciulle fantasma del Duomo, di Porta Nuova e del Parco Sempione 

Milano ha i suoi fantasmi, come ogni città: ce ne sono tre in particolare che sono simili, perché appartengono a fanciulle sfortunate, spesso con un destino segnato da amori infelici.  

Carlina è lo spettro che si aggira nel Duomo di Milano, comparendo spesso come immagine residua nelle foto di chi si sposa nella splendida cattedrale gotica. Ma perché? Originaria del comasco, tradì il marito poco prima del matrimonio e rimase persino incinta: quando in viaggio di nozze si recò a Milano e salirono insieme sul Duomo, un misto di senso di colpa e nebbia la fece cadere nel vuoto...  

Porta Nuova, invece, è infestata dalla presenza di Bernardina Visconti, anima vagante in eterna pena perché il padre le impedì di spostare il cortigiano di cui era follemente innamorata: per farlo, la rinchiuse in una torre di Porta Nuova, dove la giovane infelice morì di fame e dolore. 

La dama velata del Parco Sempione, invece, si narra che venga annunciata da un delizioso e avvolgente profumo di violetta: gli uomini incauti che si fanno irretire dalle sue moine perdono la ragione e passano la vita a cercare di ritrovarla tra i sentieri e gli angoli più bui del parco. 

Streghe e danze macabre tra Piazza Vetra e San Bernardino  

Ai tempi della caccia alle streghe, Milano aveva una propria sede per le esecuzioni pubbliche sul rogo: Piazza Vetra. Qui, tra il tardo Medioevo e il Rinascimento, vengono giustiziate decine di innocenti con l’accusa di essere delle pericolose maghe.  

La persecuzione milanese delle streghe inizia ufficialmente con una bolla papale nel 1390, per concludersi con l’ultimo rogo nel 1641: nel 1788 tutti i documenti relativi all’Inquisizione da parte della chiesa ambrosiana, contenuti in Santa Maria delle Grazie, vennero bruciati per occultare le prove di questo buio momento della storia.  

Pare che in Piazza Vetra ancora possano sentirsi i lamenti delle povere vittime di questa isteria collettiva.  

In un’altra famosa chiesa, quella di San Bernardino alle Ossa in Piazza Santo Stefano, a due passi dal Duomo, non solo si sente la presenza ma si possono anche vedere le ossa perfettamente conservate di tanti defunti milanesi di epoca medievale. Questi resto umani autentici sono stati utilizzati per “decorare” le pareti della chiesa, in un efficace monito di memento mori

Si narra che nelle notti appena trascorse, quelle a cavallo tra Ognissanti e il 2 novembre, l’ossario prenda vita e gli scheletri si animino per dare il via alla loro macabra danza.  

Il diavolo nascosto nei dettagli  

A Milano abiterebbe persino il diavolo! Ci sono almeno due conferme della sua presenza in città: in Porta Romana sorgerebbe proprio casa sua, al civico 3 del Corso, presso Palazzo Acerbi.  

La leggenda è nata nel Seicento, quando il marchese Ludovico Acerbi si fece notare per la sua vita sfrenata e lussuosa, condotta senza ritegno anche durante il periodo dell’epidemia di peste. Nonostante le sue feste fino a notte fonda e la promiscuità tra gli ospiti e amici della sua casa, nessuno di loro si ammalò: da qui il popolo si fece l’idea che Acerbi fosse il diavolo in persona.  

Altro dettaglio della presenza di Lucifero nel capoluogo meneghino è la famosa “Colonna del diavolo” in zona Sant’Ambrogio: da questa colonna si diffonderebbe odore di zolfo ed è segnata da due buchi, in corrispondenza di dove il demonio avrebbe infilzato le sue corna.  

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