Navigli: storia e costruzione dei canali di Milano

Pubblicato il
24 maggio 2020
Categoria
Vivere a Milano

Quante volte ci avrai passeggiato, lungo i Navigli? Quanti aperitivi bevuti in quei localini l’uno al fianco dell’altro, splendido esempio della “Milano da bere”? Ciò che forse non conosci, però, è la storia che quei canali portano con sé. Una storia antica, affascinante. Come quella di moltissimi altri luoghi della città.

Scopriamo dunque insieme la storia dei Navigli di Milano.

Navigli di Milano: la storia

Proseguimento delle opere di bonifica avviate dai monaci delle abbazie a sud della città, la costruzione dei Navigli di Milano ebbe inizio nel XII secolo e terminò nel XIX. Gli storici canali milanesi nascono con uno scopo ben preciso: fornire acqua al centro della città e agevolare il trasporto delle merci, mettendo in comunicazione il capoluogo lombardo con il lago Maggiore e il lago di Como, con il Basso Ticino e con le acque del Po verso il Mar Adriatico. 

Non erano solo navigabili, i Navigli. All’epoca contribuirono anche ad irrigare e ad accrescere la produttività delle vaste aree circostanti. 

L'intero sistema di navigazione dei canali veniva consentito grazie alla Cerchia dei Navigli, oggi non più esistente. Inizialmente chiamata Cerchia Interna, oltre a fungere da raccordo tra tutti i Navigli racchiudeva nei suoi 6,5 km di lunghezza il centro storico medievale di Milano. Fino a quando, con il primo piano regolatore della città (datato 1929), la Cerchia fu interrata. 

Navigli, la struttura originale

La struttura originale dei Navigli milanesi era così composta: Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio della Martesana, Naviglio di Paderno, Naviglio di Bereguardo, Navigliaccio, Cerchia dei Navigli, Naviglio di San Marco, Naviglio Vallone (gli ultimi tre non più esistenti).

Il grande sistema dei Navigli comprendeva inoltre tre specchi d’acqua artificiali, di cui due non più esistenti: ciò che rimane oggi è la Darsena di Porta Ticinese. Nata come bacino acqueo destinato al carico e allo scarico delle imbarcazioni, la Darsena di Porta Ticinese venne realizzata nel 1603 a ridosso delle mura spagnole di Milano per volontà del governatore ibérico Pedro Enriquez de Acevedo conte di Fuentes. 

Con i suoi 17,5 chilometri quadrati, era al tredicesimo posto nella classifica dei porti nazionali per il transito di merci. Un’attività, questa, che proseguì fino al 30 marzo 1929, data in cui venne registrato l’ultimo ingresso di un barcone merci

Storia dei Navigli di Milano, gli interventi illustri

Nel corso dei secoli, gli antichi canali milanesi furono soggetti a diversi interventi di modifica voluti ed eseguiti da personaggi importanti della nostra storia. 

Tra i primi interventi troviamo quello richiesto nel 1457 da Francesco Sforza, che ordinò all’architetto idraulico Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana.

Dettato da grande ambizione, questo progetto prevedeva anche il collegamento tra Milano e il fiume Adda, e tra l’Adda e il Ticino. Lodovico il Moro incaricò invece Leonardo da Vinci di sviluppare un sistema capace di migliorare la navigazione dei Navigli, vincendo il problema del dislivello tra la parte alta e quella bassa di Milano (rispettivamente, la zona di via San Marco e la Darsena). L'inventore toscano riuscì nel suo compito, perfezionando il sistema di chiuse grazie alla realizzazione di piccole dighe regolabili. Tuttavia, il problema del dislivello fu risolto definitivamente solo alla metà del 500 per mano del pittore e ingegnere Giuseppe Meda, grazie all’invenzione di quella conca chiamata “castello d’acqua” (successivamente resa navigabile e trasformata nel Naviglio di Paderno). 

Anche Napoleone prese parte alla storia dei Navigli. Correva l’anno 1805, quando l’imperatore francese completò la costruzione del Naviglio Pavese. Iniziò il periodo di  maggiore funzionalità dei canali milanesi che, nella seconda metà dell’Ottocento, iniziarono però a decadere: stavano sviluppandosi i trasporti ferroviari, e le prime industrie cominciarono ad inquinare le acque. 

Gradualmente coperti durante il periodo fascista, i Navigli furono ridotti ai tre tuttora visibili: il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese (uniti dalla Darsena) e, infine, il Naviglio della Martesana. 

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