Alla ricerca dello stile liberty a Milano

Pubblicato il
19 luglio 2021
Categoria
Vivere a Milano

Milano è una città straordinaria, ricca d’influenze, di stile e di storia. Esistono veri e propri percorsi da compiere in città, per toccare quei luoghi che - per epoca e per aspetto - tanto hanno da condividere.

Ad esempio, hai mai sentito parlare del Liberty a Milano? Tanti sono gli edifici che, costruiti tra gli inizi del Novecento e la I Guerra Mondiale, raccontano la vita della borghesia industriale di quel tempo. Perché furono proprio i borghesi ad innamorarsi di quello stile, proveniente dalla Francia e così diverso dai dettami neoclassici o barocchi. Per i rampolli dell’industria, il Liberty era uno status symbol. Un modo per differenziarsi dalla “vecchia” borghesia, per farsi notare. E per distinguersi da tutto il resto.

Scopriamo dunque quali sono i palazzi storici di Milano costruiti in Stile Liberty, in un insolito itinerario a spasso per la città.

Palazzina Liberty

La Palazzina Liberty di Milano è l’emblema di questo stile. Sita all’interno del Parco Vittorio Formentano, progettata nel 1908 dall’architetto Alberto Migliorini, è l’unico edificio sopravvissuto dell’antico Verziere (il mercato ortofrutticolo in attività dal 1911 al 1965). Qui, in quello che un tempo era un caffè-ristorante, i mercanti contrattavano racchiusi dall’abbraccio della facciata Art-Nouveau.

In seguito abbandonata, negli anni Settanta fu concessa al “Collettivo teatrale la Comune” di Dario Fo e negli anni Ottanta divenne sede della Civica Banda di Milano. Oggi ospita i concerti dell’Orchestra da Camera Milano Classica e fa da cornice al Festival di cinema muto “Senza Parole”.

I palazzi storici di Milano in stile Liberty

La Milano Liberty è la Milano dei palazzi storici, soprattutto.

In via Melegari 2, Palazzo Fidia è la massima espressione dell’architettura di Aldo Andreani. Costruito a partire dal 1929, grazie alla mescolanza tra numerosi stili è uno dei palazzi più originali dell’intera città.

Più marcato è il Liberty di Casa Guazzoni, progettata dall’architetto Giovanni Battista Bossi in via Malpighi. A volerla fu il capomastro Giacomo Guazzoni, che la realizzò materialmente. Oggi è sottoposta a vincolo monumentale, proprio in quanto esempio di Liberty milanese, e grazie alla sua sapiente mescolanza di materiale cementizio e ferro battuto decorativo.

È però Casa Galimberti, il palazzo Liberty più celebre di Milano. Progettato da Giovanni Battista Bossi e sito anch’esso in via Malpighi, ha la facciata rivestita con piastrelle ceramiche, decorazioni in ferro battuto e fiori di cemento. Oggi ospita negozi e locali al pianterreno, e appartamenti privati nei quattro livelli superiori.

In realtà, i palazzi Liberty a Milano sono davvero tanti. Palazzo Berri-Meregalli, in via Cappuccini 8, si distingue per la sua eclettica architettura in stile Liberty-gotico. Ha un aspetto monumentale, ed è davvero splendido a vedersi.

Ca’ di Ciapp”, come viene soprannominata, è invece due palazzi in uno (i loro veri nomi sono Palazzo Castiglioni e Villa Faccanoni). Così chiamata per via delle due statue che mostravano il sedere ai passanti, progettata dall’architetto Giuseppe Sommaruga per due ricche famiglie milanesi, è un’imprescindibile tappa di ogni tour Liberty a Milano.

C’è poi Casa Sola-Busca in via Serbelloni, chiamata “Ca’ dell’oreggia” per via del grande orecchio in bronzo che fa capolino dalla facciata.

E c’è Casa Valli (via Zenale 13) coi suoi fiori in ferro battuto e gli sgraffiti di città italiane. Infine, Casa Alessio, il cui Liberty è influenzato dallo jugendstil germanico.

Non solo palazzi, gli altri edifici della Milano Liberty

Non ci sono solo i palazzi privati, a disegnare la Milano Liberty.

Un esempio? L'Acquario Civico, l’unico padiglione sopravvissuto dell’Esposizione Internazionale di Milano. Progettato dall’architetto Sebastiano Locati, è tra gli edifici di maggior pregio della città. Ristrutturato nel 2003, è oggi un acquario “hi-tech” amatissimo da grandi e piccini.

In piazza Oberdan, infine, l’Albergo Diurno è davvero unico nel suo genere. Inaugurato nel 1926, era aperto tutti i giorni dalle 7.00 alle 23.00. Cosa ospitava al suo interno? Di tutto un po’: lo studio di un fotografo, un’agenzia di viaggi, parrucchieri e barbieri, terme, una lavanderia, una dattilografia. Il tutto, in un ambiente finemente decorato che oggi - nel corso delle sue eccezionali aperture - si può ancora ammirare.

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