Quartieri di Milano: origini, nomi e trasformazione di 10 zone iconiche della città

Pubblicato il
26 marzo 2020
Categoria
Vivere a Milano

Milano è una città antica e, centro storico a parte, è formata da un aggregato di molti paesi e borghi che, piano piano, nel corso del tempo, sono stati inglobati all’interno del tessuto metropolitano. Ciascuno di essi ha dato origine a uno degli odierni quartieri di Milano, un insieme eterogeneo di zone, ciascuna delle quali preserva una propria individualità, con la propria storia, le origini e le peculiarità più diverse.  

Andiamo a conoscere alcuni dei più quartieri più caratteristici e originali, a partire dall’etimologia del nome e dalle principali curiosità, vecchie e nuove, oltre alla loro evoluzione nel tempo grazie a progetti di rinnovo urbano.  

Brera  

Oggi quartiere culturale, romantico e creativo, design district centralissimo e iconico, Brera ha origini a dir poco... campestri! Il nome della zona, infatti, deriverebbe dal termine longobardo braida, che significa “terreno incolto”. 

Greco  

Ti sei mai chiesto il perché di questo nome per il quartiere Greco? Ci sono ben 3 ipotesi: che ai tempi dei Romani ci fosse qui una colonia di greci, che derivi semplicemente dal cognome di un facoltoso nobile che abitava qui nel Medioevo oppure che sia ricollegato alla sua posizione a Milano, a nord-est, la direzione da cui soffia il vento di grecale.  

Una zona indipendente e autosufficiente, ricca di negozi, botteghe e servizi a misura d’uomo, proprio perché fino a tempi relativamente recenti era un comune a tutti gli effetti. 

Affori  

Un tempo era un "ducato", un piccolo borgo ritrovo della nobiltà milanese: oggi Affori è una zona ben collegata e ben frequentata, ricca di storia, cultura, servizi e imprese. L’etimo del nome è incerto, sicuramente deriva dal latino, ma potrebbe essere sia ad forum, ipotizzando che qui nell’antichità si tenesse un grande mercato, oppure ad fontis, perché la zona era un tempo ricca di acque risorgive.  

Quarto Cagnino  

Uno strano e originale nome composto: “quarto” perché a 4km da quello che in poca romana era il centro della città, e “cagnino” deriverebbe dalla presenza qui di una tenuta per cani voluta dai Visconti. 

Oggi, il quartiere di Quarto Cagnino conserva il suo status di “borgo autosufficiente”, nella sua dimensione paesana in cui non manca nulla, tra scuole, parchi, servizi e negozietti.  

Musocco 

Incredibile pensarlo oggi ma il quartiere di Maggiore-Musocco una volta era un’area praticamente paludosa, poi bonificata. Il nome, infatti, viene dal latino a significa proprio “acquitrino”.  

Comune indipendente fino al 1923, l’area di Musocco vanta sicuramente una posizione strategica: si può raggiungere rapidamente il centro così come le campagne fuori Milano. 

Monluè  

Un'etimologia che è abbastanza facile intuire già dal suono: Monluè significa “monte dei lupi”, perché in tempi antichi questa zona selvaggia e boschiva era abitata dagli splendidi animali.  

Anche oggi Monluè resta un’area verde e ricca di natura, in prossimità del fiume Lambro, ma è stata interessata da forti interventi di riqualificazione che ne fanno una bella zona residenziale, accogliente e ben collegata con il centro, la tangenziale est e l’aeroporto di Linate.  

Bovisa 

La Bovisa è un quartiere dalla storia controversa e interessante: polo industriale, grazie ai celebri gasometri, fin da inizio Novecento, inizia a decadere dopo gli anni ‘50 e nei ‘70 è una zona abbandonata e degradata.  

Grazie a un massiccio progetto di rinnovo urbano, però, la Bovisa ha ritrovato il suo splendore, diventando non solo un design district, ma anche sede del Politecnico, e perfettamente collegata con il resto della città grazie alla rete ferroviaria Nord.  

La comunità locale è molto unita, esiste persino una specie di social network locale, chiamato inBovisa.  

Gratosoglio  

Pare sia stato addirittura un santo a battezzare così il quartiere Gratosoglio: nel lontano 51 d.C., San Barnaba transitò in quest’area che definì, appunto, gratum solium, un luogo felice e accogliente.  

Tra botteghe di artigiani, studi creativi, street food e cibo etnico, oggi questa zona è molto apprezzata dalla comunità alternativa milanese. 

Morivione  

Davvero pittoresca l’origine del nome di Morivione – oggi chiamato Ex Om Morivione: pare che nel 1.300 in questa zona fu catturato e giustiziato da Visconti, dopo lunghe scorribande, un celebre bandito, Vione. E quindi... qui “morì Vione”. 

Questo borgo antico oggi è un quartiere rinnovato e tranquillo, alle porte della città, ricco di verde ma anche di pub, caffetterie e localini alla moda.   

Ortica 

Forse non tutti coloro che abitano all’Ortica sanno che il nome deriva da ortus, cioè “orto”, “area coltivabile”: questo perché il fiume Lambro che scorre qui vicino rendeva il terreno fertile.  

Oggi, l’Ortica è uno dei quartieri più originali di Milano, abitato da artisti e designer, con i suoi vecchi capannoni trasformati in splendidi loft e le tante proposte gastronomiche, legate alla cucina tradizionale milanese.  

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