Statua equestre di Vittorio Emanuele: storia e curiosità

Pubblicato il
04 giugno 2020
Categoria
Vivere a Milano

Ti sarà capitato un sacco di volte di passeggiarci a fianco, ma sei sicuro di conoscere la sua vera storia? La statua di Vittorio Emanuele a Milano sorge proprio nel mezzo di piazza del Duomo, ed è lì dal 14 giugno 1896. Tuttavia, pochi conoscono i segreti che cela. Scopriamoli insieme.

La storia della statua equestre di piazza Duomo, a Milano

Alla morte del padre Vittorio Emanuele, nel 1878, re Umberto I commissionò ad Ercole Rosa (autore di celebri sculture, custodite alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma e alla Galleria d'Arte Moderna di Milano) un monumento che ricordasse il defunto re. 

Nel 1893 le parti bronzee erano ormai terminate, e si discusse a lungo su dove posizionare la statua: vicino a Palazzo Reale, oppure dinanzi il Duomo? Si optò infine per quest’ultima soluzione. Tuttavia, Rosa morì prima completarla. E i lavori vennero proseguiti dai fratelli Barzaghi. La statua equestre di piazza Duomo a Milano ritrae oggi Vittorio Emanuele II mentre frena improvvisamente il suo cavallo, per voltarsi e incitare i suoi uomini durante la Battaglia di San Martino, l’ultimo capitolo della Seconda guerra d’indipendenza italiana.

Una composizione energica, davanti alla Cattedrale. Una statua bronzea posta sulla cima d’un basamento in granito rosa, circondato da una scalinata in marmo bianco di Carrara. Qui, un bassorilievo ritrae le truppe piemontesi a Milano dopo la Battaglia di Magenta. Mentre, alla base, due leoni sdraiati sulle gradinate laterali posano le zampe su due targhe: l’una riporta la scritta “Roma”, l’altra la scritta “Milano”, a ricordare le grandi conquiste del Risorgimento.

Statua di Vittorio Emanuele a Milano, i sotterranei segreti

Forse non lo sai, ma sotto la statua di Vittorio Emanuele a Milano si cela un piccolo mondo sotterraneo. Nel 2011, durante i lavori di manutenzione della scultura, sono state scoperte al di sotto le stanze segrete di piazza del Duomo. Un labirinto di corridoi, con le loro volte in mattoni pieni, un pozzo per la raccolta dell’acqua piovana e sette vani.

Completamente cancellati dalla storia urbanistica, dimenticati dagli archivi, quei sotterranei sono riemersi quando - ad ottobre 2011 - il settore Arredo urbano del Comune di Milano iniziò a condurre accertamenti sulla staticità della statua del cavallo di piazza del Duomo. Incidendo il porfido, i restauratori hanno aperto un varco. E portato così alla luce un pezzo nascosto di storia cittadina. 

Ma come si arrivò a quella scoperta? Un’analisi, nel 2010, evidenziò la presenza di lesioni ai marmi e l’ossidazione dei perni: la statua rischiava di cadere, e bisognava intervenire subito. Scartata l’ipotesi di disancorare il Re per posarlo a terra e allestire il cantiere, si decise di cercare una via per entrare dalla “pancia” del monumento. Ci si chiese infatti da dove uscì l’operaio che avvitò l’ultimo bullone interno: una breccia doveva pur esserci e, la risposta, stava proprio in quel labirinto sotterraneo.

Una scoperta decisamente affascinante, che ti farà guardare la statua con occhi nuovi.

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