Le 10 statue più strane e famose del duomo di Milano

Pubblicato il
01 giugno 2020
Categoria
Vivere a Milano

La Madonnina è la più famosa, ma tu lo sai quante statue ha il duomo di Milano? 3.400, per un totale di 325 mila tonnellate di peso. Un numero impressionante, non trovi? Tanto più che alcune sono davvero strane, e mixano alla perfezione sacro e profano.

Il perimetro esterno e gli interni, le guglie, le terrazze e il Museo sono tutto un tripudio d’arte. E testimoniano il lavoro svolto nel corso dei secoli dalle varie maestranze lombarde, tedesche, boeme, francesi, toscane e venete che - alla Veneranda Fabbrica del Duomo - hanno prestato servizio.

Scopriamo dunque le 10 statue del duomo di Milano che tutti dovrebbero conoscere. E che potresti provare a cercare, trascorrendo qualche ora con lo sguardo all’insù.

La Legge Nuova

Pochi lo sanno, ma esiste la Statua della Libertà del Duomo di Milano. Scolpita nel 1810 da Camillo Pacetti, il suo nome è La Legge Nuova. Secondo alcune fonti, proprio da quest’opera creata in epoca napoleonica Frédéric Auguste Bartholdi avrebbe tratto ispirazione per la sua (ben più nota) Statua della Libertà.

Il drago Tarantasio

A destra del portale centrale vi è un cucciolo di drago che pare essere il drago Tarantasio: sembra che tale mostro terrorizzasse la zona, emergendo dalle acque melmose dell’ora scomparso lago Gerundo. Secondo la leggenda sarebbe stato ucciso da Federico Barbarossa, da San Cristoforo o forse da uno dei Visconti. E, dopo la sua morte, una costola sarebbe emersa dalle acque.

I due pugili

Sulla punta superiore del Duomo si possono ammirare le statue di due pugili: Primo Carnera ed Erminio Spalla (le statue a tema boxe sono in realtà 8). Si tratta di una statua di ispirazione fascista, dal momento che i due sportivi erano utilizzati nella propaganda del regime: Erminio Spalla fu il primo pugile italiano a conquistare il titolo di Campione europeo; Primo Carnera (noto come “la montagna che cammina”) fu il primo a conquistare un titolo mondiale di pugilato nel 1933.

San Bartolomeo "scorticato"

Tra le statue del Duomo di Milano, una delle più particolari è la statua di San Bartolomeo “scorticato”. Il santo, scolpito da Marco d’Agrate nel 1562, si colloca tra l’altare della Presentazione e quello di Sant’Agnese. Ed è ritratto dopo il supplizio subito, completamente scorticato e con - sulla sua spalla - un drappo di pelle. 

Benito Mussolini

La statua di Mussolini nel Duomo di Milano è presente sulla facciata ed è oggi deturpata. Dal lato opposto di Primo Carnera ed Erminio Spalla è raffigurato il volto del Duce, contornato di ricci, mentre in un’altra decorazione è rappresentato insieme con Vittorio Emanuele.

Napoleone

All’interno del Museo del Duomo, le sale dedicate all’Ottocento ospitano alcuni modelli in gesso della statuaria del XIX secolo, realizzati molto spesso da artisti dell’Accademia di Brera. Risale al 1858, ed è un’opera di Abbondio Sangiorgio, la statua di Napoleone: il generale è qui rappresentato avvinto in catene, con in mano una corona di palme che rimanda al martirio.

La Carola degli Angeli

È la più imponente tra le opere lapidee presenti all’interno del Duomo, la Carola degli Angeli di Gaspare Vismara. Pesa ben 9 tonnellate, ed è scolpita in un unico grande pezzo di marmo di Candoglia. Soprannominata “cielino” per via della sua posizione (nell’intradosso della porta centrale del Duomo, come soffitto), fu poi rimossa per fare spazio ai battenti bronzei di Ludovico Pogliaghi. Oggi è l’opera più pesante del Museo.

Gli attrezzi sportivi

Tra le statue del duomo di Milano in assoluto più strane vi sono gli attrezzi sportivi: racchette, corde da climbing, guantoni per la boxe.

Arturo Toscanini

Tra i personaggi eternamente scolpiti nella facciata del Duomo vi è Arturo Toscanini. Direttore d’orchestra italiano, fu uno dei più grandi di ogni epoca, e tra i più autorevoli interpreti delle opere di Verdi, Beethoven, Brahms e Wagner.

L’Homo Salvadego

Sono celtiche, le radici dell’Homo Salvadego. L’uomo selvatico, interamente ricoperto di peli e con la clava sulla spalla, è una metafora della natura, della vegetazione che nasce e che muore. Tradizionalmente è ritratto con la barba e i capelli lunghi, e con il corpo peloso. Nella facciata del Duomo di Milano ve ne sono quattro esemplari: sullo spigolo del transetto meridionale in fondo a via Arcivescovado, sul contrafforte meridionale dell’abside, sul lato settentrionale dell’abside e al suo interno.

Trova la casa giusta, sempre e ovunque

Scarica l'App per ottimizzare e gestire le tue ricerche