Villa Invernizzi: storia e curiosità della villa milanese coi fenicotteri rosa

Pubblicato il
30 giugno 2020
Categoria
Vivere a Milano

Lo sapevi che, a Milano, puoi ammirare un’intera colonia di fenicotteri rosa? Sembra impossibile, ma è proprio così: ti basterà raggiungere il civico 3 di via Cappuccini per vederli coi tuoi occhi. 

Qui, nel cuore del Quadrilatero del Silenzio, dietro un cancello in ferro battuto, queste splendide creature dalle piume rosa passeggiano indisturbate. Sono i fenicotteri rosa di Villa Invernizzi, e vederli è sempre un po’ magico. Come sono arrivati fino a qui? Scopriamolo insieme.

Villa Invernizzi a Milano, una piccola oasi in città

La storia di Villa Invernizzi a Milano è la storia del suo proprietario, Romeo Invernizzi, il “papà del formaggino Mio”. Era uno studente svogliato Romeo ma, della latteria di famiglia, era un cardine: ogni mattina toccava a lui svegliarsi all’alba per mungere le mucche, prima di recarsi a scuola. Poi, una volta cresciuto, prese in mano le redini dell’attività e trasformò quella piccola e semplice latteria nella seconda azienda casearia italiana.

Anziché affidarsi ad una tra la nascenti agenzie pubblicitarie del tempo, Invernizzi fondò una sua agenzia e creò vere e proprie icone come Susanna Tutta Panna, la mucca Carolina e - per l’appunto - il formaggino Mio.

La sua fortuna crebbe, e lui acquistò una villa in corso Venezia (ma col giardino affacciato su via Cappuccini): cominciò così la storia della villa dei fenicotteri di Milano.

Come arrivarono i fenicotteri rosa a Milano?

Erano gli anni Settanta quando Romeo Invernizzi decise di creare una piccola oasi nel cuore di Milano. Arrivarono così, in città, fenicotteri di due specie diverse: una proveniente dal Cile, l’altra dall’Africa. Quelli che oggi puoi vedere sono i discendenti di quei grandi uccelli, importati poco prima dell’approvazione della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione.

Pare fossero la passione dell’imprenditore, quei fenicotteri. Amava ammirarli dalle finestre della sua casa, in tutta la loro bellezza e la loro eleganza. Ciò che è certo è che, col suo testamento, Invernizzi e la moglie disposero che la Fondazione Invernizzi, amministratrice dei beni aziendali e familiari, continuasse a tutelarli.

Perché non volano via? Perché, la lunghezza delle piume delle loro ali, è costantemente mantenuta corta cosicché non possa permettere loro di prendere il volo. Ma anche (e soprattutto) perché, questi fenicotteri rosa nati in cattività, in questo splendido angolo di città paiono stare molto bene. Sono ammirati, sono curati, sono protetti. C’è chi dice che siano anche un po’ viziati, ghiotti di quel pastone di gamberetti e granaglie che viene loro preparato. O forse a tenerli qui è lo splendore del giardino, con i suoi alberi e il suo roseto.

Purtroppo Villa Invernizzi non può essere visitata: dovrai limitarti a sbirciare dalla sua cancellata, per ammirare da lontano quelle splendide creature rosa che nel parco - leggiadre - passeggiano.