Visitare il Cenacolo di Leonardo: info su biglietti e prenotazioni

Pubblicato il
29 giugno 2020
Categoria
Vivere a Milano

Il Cenacolo Vinciano è tra le opere d'arte più importanti che Milano nasconde. Ed è un vero orgoglio, per l’Italia intera. Gelosamente custodito nell'ex refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie, è uno di quei capolavori che tutti dovremmo vedere. Almeno una volta nella vita. 

Ecco dunque come visitare il Cenacolo, dove acquistare i biglietti e come organizzare al meglio la tua visita qui.

Ultima Cena di Leonardo, una tecnica insolita

Non è un quadro, il Cenacolo di Milano. È invece un dipinto parietale, che misura 460 x 880 centimetri e che può essere datato tra il 1494 e il 1498. È un simbolo del Rinascimento, è uno dei lavori più famosi di Leonardo, ed è la più celebre rappresentazione esistente dell’Ultima Cena.

La tecnica che l’artista utilizzò per realizzarlo è però incompatibile con l’umidità, ed ecco che il Cenacolo Vinciano appare oggi un po’ danneggiato (nonostante il restauro andato in scena tra il 1978 e il 1999). A commissionarlo al da Vinci era stato Ludovico il Moro: aveva appena eletto la chiesa di Santa Maria delle Grazie come luogo di celebrazione della sua casata e, dopo averla fatta decorare da Donato Bramante, aveva scelto di intervenire sul refettorio. 

Nella parete opposta alla Crocifissione di Donato Montorfano, Leonardo da Vinci cominciò a lavorare alla sua Ultima Cena. Non utilizzò però la tecnica dell’affresco (non sopportava l’idea di imprigionare l’intonaco), ma scelse anzi di dipingere la parete come se fosse una tavola: stese un intonaco ruvido sulla zona centrale, tracciò le linee principali con una sinopia, e trattò quel lavoro come se fosse in tutto e per tutto un dipinto.

Per il Cenacolo di Milano, Leonardo rappresentò una scena tratta dal Vangelo, l’istante in cui Gesù, circondato dagli apostoli, pronuncia la frase: “In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà”. Lo fece preparando una miscela di carbonato di calcio e magnesio uniti da un legante proteico mentre, per far risaltare gli effetti luminosi, impiegò un sottile strato di bianco di piombo. Solo a quel punto stese i colori a secco, con infinite piccole pennellate e una stesura raffinata tono su tono: la tempera (grassa) secondo le fonti sarebbe stata realizzata miscelando tra loro uovo e oli fluidificanti, e il risultato fu quella di un’opera uniforme, luminosa e ricchissima di dettagli. Tuttavia, l’ambiente confinante con le cucina era molto umido e ben presto lo splendido Cenacolo si deteriorò.

Cenacolo Vinciano, analisi dell’opera

L’Ultima Cena, così come ritratta da Leonardo Da Vinci, per il tempo era una raffigurazione decisamente originale. Non si tratta infatti di una rappresentazione statica: Gesù è dipinto nell’esatto momento in cui dice che uno di loro lo tradirà. L’emozione è impressa da Leonardo sui volti degli Apostoli: Giuda siede al tavolo con gli altri, ma è simbolicamente separato dal gruppo. Un’ombra gli oscura il volto, ed è ben evidente che il traditore sia lui. Sin dal primo sguardo.

Gesù, al centro, appare impassibile e sereno. Ma sono le reazioni degli Apostoli a catturare l'attenzione di chi ammira il Cenacolo di Leonardo. Disposti in quattro gruppi da tre, i dodici uomini sono così suddivisi (partendo da destra):

  • Simone, Giuda Taddeo e Matteo
  • Filippo, Giacomo Maggiore e Tommaso
  • Giovanni, Pietro e Giuda
  • Andrea, Giacomo Minore e Bartolomeo

Cosa si legge sui loro volti? L’angoscia, talvolta. L’incredulità, il desiderio di dimostrare la propria innocenza, la rabbia. È una rappresentazione straordinariamente umana, quella che l’artista fiorentino ha fatto. Un’opera epica, in cui mise tutto il suo genio e tutta la sua maestria.

Come visitare l’Ultima Cena di Leonardo

Vuoi effettuare una prenotazione per il Cenacolo? La celebre opera si trova all’interno del Museo del Cenacolo Vinciano, in piazza Santa Maria delle Grazie 2, e occupa una delle pareti interne dell’ex refettorio del convento. Un luogo, questo, in cui i monaci consumavano i loro pasti: l’Ultima Cena voleva “intrattenerli”, stimolandone meditazione, dialogo interiore e raccoglimento. È come se prolungasse lo spazio reale, il dipinto: imita la prospettiva della stanza, e riporta oggetti d’uso comune come le stoviglie, le posate e pietanze simili a quelle che i frati consumavano.

Per arrivare a Santa Maria delle Grazie si può camminare dalla Stazione di Milano Cadorna (stazione ferroviaria o metropolitana) oppure scendere alla fermata “Corso Magenta - Santa Maria delle Grazie” dei Tram n.18 o 24. I biglietti per il Cenacolo possono essere acquistati secondo tre modalità:

  • sul sito di VIVATICKET
  • attraverso i call center abilitati, chiamando da rete fissa il numero verde gratuito 800 990 084 (da rete mobile bisogna chiamare lo 02 92800360, il cui costo dipende dal proprio piano tariffario)
  • presentandosi alla biglietteria alle ore 8.00 sarà possibile acquistare biglietti eventualmente invenduti, se disponibili, per la visita nella stessa giornata

Il costo dei biglietti? 15 euro per gli adulti, 2 euro (+2 di diritti di prenotazione) per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni, gratuito per i minorenni (e per tutta una serie di altre categorie, consultabili sul sito Beniculturali.it). Per garantire le migliori condizioni ambientali del dipinto, i turni di visita durano 15 minuti per un numero massimo consentito di 5 persone per volta. L’opera è visitabile dal martedì alla domenica dalle 14.00 alle 18.45, con l’ultimo ingresso alle 18.45. Per il ritiro dei biglietti prenotati online bisogna recarsi presso la biglietteria venti minuti prima dell’orario della visita: se non ci si presenta all’ingresso, nel giorno e nell’ora della prenotazione, i biglietti non verranno rimborsati né sostituiti.

Una volta entrati al Museo del Cenacolo Vinciano è possibile scaricare la App ufficiale (disponibile per iOS e per Android), oppure si può prenotare per un costo aggiuntivo una visita guidata in italiano o in inglese.